Il Bue Grasso di Carrù è una delle più apprezzate e conosciute carni piemontesi che, al contrario di come dice il nome, non è per nulla grassa!
La carne del Bue Grasso di Carrù è celebrata ogni anno a dicembre nell’omonimo comune. E’ frutto di una mutazione genetica spontanea che si è diffusa in Piemonte a fine dell’Ottocento. A differenza delle altre, presenta una percentuale di grasso ridottissima e una massa muscolare significativa. All’inizio del 900, il veterinario Benedetto Boselli, convinse alcuni allevatori di Carrù che, i buoi non più in grado di lavorare, potessero recuperare la massa muscolare e essere venduti come ottima carne. Nel 1910 nacque, proprio a Carrù la famosa Fiera che ogni anno porta bolliti, cotechini, trippe e brodo per le strade del piccolo paese cuneese. Il consumatore del Bue Grasso viene tutelato attraverso il Consorzio di Carrù che ha creato una banca dati del DNA. Questo permette di controllare ogni singolo capo in ogni momento (da quando è vivo a quando viene servito al ristorante o venduto in macelleria). Per avere il marchio di “Bue Grasso di Carrù” i bovini devono essere maschi, di razza piemontese, iscritti al libro genealogico della razza piemontese e non possono essere sprovvisti di corna. Questi capi devono essere inoltre castrati chirurgicamente nei primi mesi di vita nell’area di produzione del Consorzio. La classificazione ufficiale dei bovini da macello prevede che un capo viene considerato bue quando è maschio, è castrato e ha 48 mesi di età. La carne del Bue Grasso è ottima come carne da mangiare cruda. Una ricetta che permette di assaporare nel miglior modo questa carne è la “Battuta al Coltello”. Il Bue Grasso viene anche preparato in ricette con una cottura “al sangue” proprio per assaporare ancora la bontà della carne cruda.