La Regina degli insaccati: La Mustardela!
Nelle parole che troverete qui sotto vi sembrerà di essere in un film di Dario Argento ma non è così. In questo articolo parleremo della Mustardela. Questo insaccato violaceo, nato per recuperare le parti del maiale che non venivano adoperate, è presente solamente nelle Valli Valdesi ed è prodotto ormai da pochi eletti. All’interno della Mustardela possiamo trovate la testa, la gola, la lingua e le cotenne del maiale. La sua preparazione inizia facendo bollire le parti elencate qui sopra fino a quando non sono della giusta consistenza per permettere una perfetta disossatura e macinatura. Subito dopo, le carni del maiale vengono mischiate insieme ai ciccioli, alle cipolle, ai porri, al sangue di maiale e alle spezie. Tra le spezie ci sono il sale, il pepe, la noce moscata e gli intramontabili chiodi di garofano. Alcuni macellai insaporiscono ancora il tutto con del vino aromatizzato alla cannella. Ora arriva il momento dell’insaccatura in budelli di bovino e della legatura in pezzi di circa 20/30 cm di lunghezza. Non è ancora finita! Infatti i macellai fanno ancora lessare il prodotto per 20 minuti con una temperatura dell’acqua di 90°. La Mustardela è fortemente legata alla tradizione occitana e si trovano prodotti simili in Francia e in Spagna vicino ai Pirenei. Essa ha inoltre un marchio che ne distingue l’autenticità. Nella pianura piemontese esiste un altro tipo di sanguinaccio chiamato Budin ma non ha nulla a che fare con la Mustardela perché non ha al suo interno nessun tipo di carne ma solo san gue e latte. La Mustardela, con la sua consistenza pastosa e morbida e con il suo sapore speziato e vagamente agrodolce, è perfetta se consumata insieme alla polenta o alle patate. In origine il salume veniva chiamato Murtadela ma poi si è passati al nome Mustardela. Questo cambiamento è avvenuto probabilmente perché il suo colore è simile al mosto.