I Rubatà: i grissini tipici di Chieri.
La tradizione piemontese regala alle nostre tavole i famosi Rubatà.  Non è una novità che i grissini siano presenti sulle tavole dei piemontesi da molto tempo. Forse molti non sanno che sono comparsi nel 1600 ed era considerati un pane per famiglie benestanti. Solitamente venivano (e vengono anche tuttora) usati per degustare meglio il vino, i salumi e i formaggi. I Rubatà sono dei grissini friabili che hanno un diametro di 1-1.5 cm e una lunghezza di 40cm circa. Il loro nome deriva dal termine piemontese rubatè che significa cadere. Infatti, i mastri fornai, una volta stirati i grissini sul piano di lavoro, prendono la punta dei grissini e gli rivoltano con un giro completo e gli fanno cadere con una leggera forza sul tavolo. Quest’ultima operazione serve per compattare l’impasto del grissino. L’impasto è fatto da farina di grano tenero tipo 0 o 00, acqua, lievito e sale. Esistono però tre correnti di pensiero sugli ingredienti:
  1. I Panettieri di Torino, a volte, accettano anche l’utilizzo di strutto o strutto misto a olio;
  2. I Panificatori delle Valli di Lanzo, Chisone e Germanasca non accettano la presenza di grassi di origine animale e vegetale nell’impasto;
  3. I Panificatori di Cuneo, specialmente nel monregalese, utilizzano anche latte e/o burro.