La Scorzonera è una pianta coltivata ormai da una decina di anni nei comuni di Castellazzo Bormida e Casalcermelli in provincia di Alessandria. Questa pianta è conosciuta per la sua radice che viene consumata come la più comune carota. Questo tubero, a differenza della carota, è di color marrone scuro all’esterno e bianco-giallognolo all’interno. Le dimensioni di questa radice possono raggiungere anche i 30 centimetri. Le foglie che stanno in cima alla radice sono allungate e lineari mentre lo stelo floreale può anche raggiungere i 120 centimetri di altezza fuori terra. La semina di questo ortaggio avviene nel periodo primaverile mentre la raccolta avviene nel periodo autunnale e invernale successivo. La raccolta è selettiva e scalare in base alle esigenze del mercato. La vendita di questo tubero è molto sviluppata nei mercati locali e nei mercati liguri. La presenza della Scorzonera nei mercati liguri è dovuta al fatto che nei tempi passati tutte le rotte commerciali per la Liguria passavano per il territorio alessandrino. Il termine Scorzonera ha un’etimologia incerta. Infatti esistono tre scuole di pensiero a riguardo:
  • La prima trova derivazione dalla parola francese scorzon e dalla parola italiano scorzone che significa radice;
  • La secondo trova derivazione dallo spagnolo escorzonera che significa proprio scorza nera;
  • La terza, più probabile, trova origine di questa parola nella fusione del termine scorza con il termine nera.
In Piemonte esiste un’altra pianta simile alla Scorzonera ed è la Scorzobianca.