Gianduiotto

Dal 1865 i Torinesi hanno un solo cioccolatino nel cuore: Il Gianduiotto!

Il gianduiotto è un cioccolatino a forma di barca rovesciata che nell’impasto ha un cuore Piemontese: La Nocciola Tonda Gentile. Infatti il suo impasto è composto da queste nocciole tostate e macinate, cacao, burro di cacao e zucchero.

Questa ricetta nacque a seguito del blocco napoleonico del 1806 che ridusse la quantità di semi di cacao importati dai paesi extraeuropei. In Piemonte non piacque per niente il decreto viste le grosse quantità di cioccolato prodotto (circa 350 kg al giorno). Per ovviare a questa drastica diminuzione di quantità del cacao la Caffarel, con a capo Michele Prochet, decise di sostituire parte del cioccolato con la nocciola tonda gentile delle Langhe. Da qui nacque nel 1865 il “Givò“.

 

La sua presentazione su larga scala avvenne durante il carnevale del 1869 attraverso la maschera di Gianduja. Infatti la Caffarel decise di far lanciare dalla maschera questi cioccolatini sulla folla che piacquero subito a tutti. La famosa azienda dolciaria decise quindi di cambiare il nome del cioccolatino da “Givò” a “Gianduiotto“.

Il Gianduiotto, oltre a essere il cioccolatino che salvò i golosi torinesi, fu’ il primo cioccolatino ad essere incartato singolarmente.

Ai giorni d’oggi solamente la Caffarel produce 40 milioni di gianduiotti all’anno ed è l’unica a poter associare la maschera di Gianduja con il famoso cioccolatino.

Nel 2001 la Novi espose alla manifestazione Eurochocolate di Torino un Gianduiotto che era alto 2 metri, lungo 4 e largo 1. Questa opera d’arte fu realizzata dopo 150 ore di lavoro e pesava 40 quintali.

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