Colline delle Langhe, un buon Nebbiolo e un piatto di Tajarin. Cosa c’è di più bello?

I tagliolini in piemontese vengono chiamati Tajarin e sono una pasta all’uovo tipica delle Langhe e del Monferrato che hanno una cottura di 2-4 minuti. Il loro colore è giallo oro (data l’abbondante presenza dell’uovo), la loro larghezza è compresa tra le tagliatelle e i capelli d’angelo mentre la loro lunghezza è poco più lunga di quella degli spaghetti. La pasta viene tirata a mano con un mattarello e successivamente tagliata a mano. Quest’ultima operazione provoca irregolarità nella loro forma.

I Sughi

I Tajarin vengono solitamente accompagnati da sughi come il Sugo con fegatini di pollo (detto comodino) oppure il Ragù alla langarola. Altre ricette sono i tajarin al limone, alle verdure (con funghi porcini), al sugo di arrosto, al salmone e con moscardini e asparagi.

Inoltre la tradizione piemontese ci suggerisce anche di accompagnare i Tajarin con una grattata del tartufo bianco d’Alba (unico piatto piemontese inserito nella guida “Grandi Piatti del Mondo” di Rober Carrier) oppure nella variante all’albese. Questa  ha come ingredienti, oltre ai tartufi, burro, parmigiano e un po’ di brodo.

Per i più temerari, consigliamo i “Tajarin alla Vittorio Emanuele II”. Nella preparazione si usano prosciutto cotto, strutto, cipolla, funghi, vino bianco, animelle d’agnello, uova, panna e formaggio grattugiato. Il piatto prende questo nome perché pare piacesse molto al Re Vittorio Emanuele II, inoltre pare fosse preparato direttamente dalla Bela Rosin (Rosa Vercellana), prima amante e poi moglie morganica del Re (termine difficile… trovate qui il significato).

Curiosità

Terminiamo l’articolo con una curiosità maliziosa. Secondo una leggenda italiana i migliori Tajarin erano quelli fatti dalle donne che per tirare la pasta usavano le natiche invece del mattarello (cit. Paolo Monelli – Gourmet e scrittore di vino).

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