Il Vermut è un vino liquoroso che nacque a fine del 1700 dalle mani di Antonio Benedetto Carpano, un giovane studioso di erboristeria. Carpano scelse il nome di Vermut modificando la parola tedesca Wermut che indica l’artemisia maggiore, ingrediente fondamentale di questa bevanda. Nella prima ricetta del Vermut venivano utilizzate uve del nobile e aromatico Moscato di Canelli. Il gusto unico di questa bevanda ebbe subito successo ed era ospite indiscusso alla corte dei Savoia. Dato il grande successo e alla produzione ridotta del Moscato di Canelli, questa bevanda iniziò ad essere fatta con altri vitigni come, per esempio, il Timorasso e il Gavi.
Classificazioni, ingredienti e consumo
Oggi il Vermut viene classificato base al grado zuccherino. Infatti possiamo trovare l’extra dry, il dry e lo sweet.
  • L’extra Dry: detto anche extra secco, ha un gusto molto amaro e ha meno di 30 grammi di zucchero per litro;
  • Il Dry: ha meno di 50 grammi di zucchero per litro e risulta la giusta via di mezzo tra amaro e dolce;
  • Lo Sweet: ha un gusto vellutato e ha più di 130 grammi di zucchero per litro.
Quest’ultimo tipo di Vermut, lo sweet, si può classificare a sua volta in base al colore. Infatti possiamo trovare il rosso, il rosato e il bianco. Per la legge italiana, questo alcolico ha una gradazione alcolica che non deve essere inferiore al 16% e non superiore al 22% e deve contenere artemise. Gli aromi che si possono trovare all’interno del Vermut, oltre all’artemise, sono svariati. Infatti si passa dalla maggiorana alla salvia, dalla camomilla al luppolo, dalla cannella all’aloe. Questo liquore va servito sempre freddo, liscio o con ghiaccio. L’accompagnamento perfetto è con una fetta di arancia e la buccia di limone. L’uso predominante di questa bevanda è però negli aperitivi. Infatti il Vermut è fondamentale in cocktail come il Negroni, il Manhattan e l’Americano.