Gli Amaretti sono dei tipici biscotti piemontesi che sono però presenti anche in molte altre regioni di Italia. Gli ingredienti di questo dolce sono le mandorle, lo zucchero e l’albume dell’uovo. Le mandorle possono essere sia dolci che amare e in alcuni casi si possono anche trovare degli Amaretti con la presenza di noccioli di albicocca. Nella cucina piemontese è usanza sbriciolare questo biscotto amaro sul tradizionale “Bonet“. Inoltre è anche ingrediente fondamentale per il Fritto misto alla piemontese insieme ad altri dolci come il semolino. Anche se gli ingredienti sono pochi e la preparazione non è complessa, in Piemonte esistono svariate varianti di questo biscotto. I più conosciuti e particolari sono prodotti nei comuni di:
  • Mombaruzzo: presenti dalla fine del 1700 grazie alla ricetta di Francesco Moriondo e si caratterizzano per la loro morbidezza;
  • Valenza: presenti dalla fine del 1800 e si differenziano dagli altri biscotti per il tipo di lavorazione, per il peso ridotto e per il tipico incartamento “a caramella”;
  • Acqui: questi biscotti sono prodotti artigianalmente, hanno un piacevole sapore amaro, sono incartati “a caramella” e sono famosi per la loro fragranza e morbidezza;
  • Gavi: questi biscotti sono conosciuti per la loro pasta morbida, asciutta e non gommosa e sono imballati in sacchetti di plastica o carta per non permettere il passaggio dell’aria;
  • Ovada: il punto di forza di questa variante è il sapore particolarmente delicato e leggermente amaro e la loro produzione è una via di mezzo tra l’artigianale e l’industriale.
In Piemonte sono presenti anche alcune rivisitazioni dell’Amaretto come per esempio i Brût e Bon e i Nocciolini di Chivasso.